
Le storie di Pokonaso a.s. 2007-2008
Pokonaso un giorno con babbo andò al mercato.
Babbo portò con sè i ciottoli da barattare per un pò di pietra focaia per riaccendere il fuoco che Pokonaso aveva spento; anche Pokonaso portò con sè un ciottolo colorato trovano al fiume.
Prima di partire la mamma raccomandò a Pokonaso: “Stai attento quando attraversi il sentiero!”
Pokonaso saltava felice, quando, sulla strada, spuntò correndo una grande mandria di rinoceronti e babbo e figlio si buttarono in un fosso per non essere travolti.
Quando tutto finì, Pokonaso e babbo attraversarono il sentiero e arrivarono al mercato .
Pokonaso aveva visto un grande recinto con dentro molti mammuth grandi, tra questi ve ne era uno anche piccolo, che nessuno aveva barattato.
Pokonaso volle scambiare il suo ciotolo per avere quel piccolo mammut ,ma quando babbo lo vide chiese: “Dove hai preso quel mammuth ? Lo hai rubato da un recinto?”.
Pokonoaso spiegò di averlo barattato, così babbo lo prese il mammuth per la proboscide e lo portò a casa. Pokonaso lo chiamo Okkibuffi perché aveva un occhio verde e uno rosso…….

Un giorno la zia di Pokonaso andò a casa della sorella. Quando arrivò aveva al collo una collana di conchiglie. Dopo che la zia se ne fu andata Pokonaso chiese alla mamma di che cosa era fatta la collana della zia. La mamma rispose: ”Sono delle conchiglie !”.
A Pokonaso venne l’idea di fare una collana anche per lei. Dopo aver chiesto dove e cosa fosse il mare, Pokonaso e Okkibuffi partirono presto, senza avvisare nessuno; nel loro cammino verso il mare incontrano un orso e un rinoceronte che li voleva attaccare.
Quando il nostro amico arrivò al mare con Okkibuffi si mise a cercare le conchiglie però non le trovò, allora si mise a dormire sulla spiaggia. La mattina seguente si alzarono presto per cercare le conchiglie, ma il mare era sparito iniziarono a fare avanti e indietro ma non lo trovarono; però guardando bene sulla spiaggia Pokonaso trovò le conchiglie !!! Le prese velocemente ma le tasche erano troppo piene di conchiglie per contenerne ancora. Intanto la marea si era alzata e i due si trovarono in mezzo alle onde. Pokonaso salì sulla schiena di Okkibuffi e riuscirono a tornare a riva. Ritornarono a casa con le conchiglie, però i genitori erano arrabbiati perché non avevano detto niente. Ma la mamma era comunque felice perché Pokonaso aveva portato a casa le conchiglie per fare la collana.

La caverna dove abitava Pokonaso era vicino al fiume,all’inizio della valle, dove c’era una rupe.
A Pokonaso piaceva camminare sulla rupe su un sentiero a zig zag. Pokonaso e Okkibuffi si erano sdraiati sull’erba, per riprendere fiato dopo la salita. Il bambino staccò le testoline pelose dai “fiori-soffioni” e soffiandoli addosso a Okkibuffi, che si spostò per riaddormentarsi. Si era appena accovacciato, che saltò su con un possente barrito.
Pokonaso andò a vedere cosa era successo.
Okkibuffi si era sentito una puntura e guardando tra le foglie si accorsero che ciò che l’aveva punto era un vecchio corno.
Pokonaso tornò a casa e quella sera a cena disse: “Oggi ho trovato un corno vecchio. Era troppo pesante, non sono riuscito a sollevarlo!”.
Mentre Pokonaso lo raccontò, i suoi genitori non gli cedettero subito, però babbo poi ne volle sapere di più.
Pokonaso descrisse il corno e babbo gli credette.
“Il grande alce!” rispose babbo. Pokonaso non aveva mai sentito parlare del grande alce. Il mattino seguente la famiglia di Pokonaso con i cestini s’incamminò verso la brughiera dove si trovavano i mirtilli. Pokonaso cercava i mirtilli più dolci, allontanandosi sempre più dalla sua famiglia. Per fortuna Okkibuffi lo aveva seguito. Si persero, si trovarono dentro una nebbia fitta e senza accorgersene andarono dentro la palude.
Pokonaso urlò, ma babbo non sentì.
Dalla nebbia sbucò un enorme sagoma. Era il grande alce, che si fece seguire e portò i due fuori pericolo.
Tornato dai genitori, che lo stavano cercando, Pokonaso spiegò cosa era accaduto, ma ancora una volta, nessuno gli credette.

Un giorno Pokonaso voleva andare a pesca con Babbo.
Prima Babbo non lo voleva perché di solito spaventava i pesci con i suoi urli, ma la mamma lo convinse a portarlo con sè.
Arrivati al fiume Babbo cominciò a pescare.
Dopo un po’, per allontanare Pokonaso che faceva confusione, Babbo gli chiese di prendere la legna.
Pokonaso tornò però con della legna bruciata.
Allora Babbo gli chiese dove l’aveva trovata e il ragazzo gli disse che l’aveva presa lì vicino. Babbo molto spaventato prese per mano Pokonaso e corse alla caverna, urlando a tutta la tribù di chiudersi nelle caverne, mettendo dei sassi davanti all’apertura.
Poi tutti si misero in fondo alla caverna e ogni tanto guardavano attraverso i sassi. Pokonaso chiese a Babbo perché ci si doveva nascondere e Babbo rispose che forse lì vicino potevano esserci i terribili Nasastri, loro nemici.
Dopo molto tempo dei componenti della tribù andarono a vedere se c’erano ancora i Nasastri, ma non li videro.
Un paio di giorni dopo, Pokonaso e Okkibuffi uscirono a giocare, a un certo punto Pokonaso vede degli uomini in lontananza e pensarono che fossero i cacciatori che erano usciti di mattina, allora gli andò incontro, ma quando fu più vicino si accorse che erano i Nasastri.
Okkibuffi era rimasto indietro a causa della sua lentezza.
I Nasastri intanto avevano catturato Pokonaso e lo portarono nel loro accampamento. Pokonaso già pensava di essere ucciso, maOkkibuffi, che era rimasto indietro, con tutte le sue forze corse contro i Nasastri e finì contro una capanna che cadde dentro il fuoco e bruciò l’accampamento.
Nella confusione Okkibuffi salvò Pokonaso, e insieme scapparono a tutta velocità.
Un giorno Pokonaso e Okkibuffi andarono a fare una passeggiata tra le colline. Mentre camminavano per la collina Pokonaso e Okkibuffi videro delle orme di uomo. Pokonaso iniziò a seguire le orme, camminando si accorse che era sera, allora si fermò a dormire lì dove era arrivato. La mattina seguente Pokonaso iniziò il suo cammino per vedere cosa c’era alla fine delle orme . Quando arrivò trovò una scatola di legno. Dentro la scatola c’era un braccialetto con i “ghirigori”. La strada fù molto lunga per ritornare a casa . I suoi genitori erano in pensiero per Pokonaso perché non era tornato a casa . Il mattino seguente Pokonaso disse al suo papà che aveva trovato un braccialetto di “ghirigori” e decisero con babbo che il braccialetto era per la mamma. La mamma appena vide la collana si mise a piangere per la gioia. Pokonaso fu felice di avere fatto un altro regalo alla mamma…..
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